Gioiello Storico
Giardino della Serenissima
Il Duomo
Una piccola Venezia?
Piazza del Popolo
La Chiesetta della Pietà

Sacile

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Comune di Sacile: Ricchezze e Particolarità

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Il comune di Sacile, nella provincia di Pordenone, in Friuli-Venezia Giulia, conta 20.300 abitanti, distribuiti nelle frazioni e località di Cavolano, Cornadella, Ronche, San Giovanni del Tempio, San Giovanni di Livenza, San Michele, Sant'Odorico, Schiavoi, Topaligo, Villorba e Vistorta.
Sacile è la seconda città della provincia e la sesta della regione per numero di abitanti.
Il caratteristico centro storico sorge su due isole sul fiume Livenza lungo le cui sponde si affacciano numerosi palazzi nobiliari del periodo veneziano; è soprannominata anche Giardino della Serenissima e Porta del Friuli. La superficie complessiva è di circa 33 chilometri quadrati.

 

IL TERRITORIO

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Città - porta del Friuli, Sacile si presenta al visitatore come un perfetto connubio tra terra ed acqua, tra tracce medievali, sviluppo rinascimentale e sapienti ricostruzioni, offrendo emozioni da vivere attraverso i suoi vicoli, ponti e borghi. Le eleganti architetture veneziane si specchiano nelle placide, trasparenti acque del fiume Livenza e le hanno valso il titolo di "Giardino della Serenissima", così come il radicato, storico interesse per la cultura e la formazione, quello di "piccola Venezia".

Le testimonianze artistiche più importanti risalgono al periodo rinascimentale: una passeggiata nel centro storico, sviluppato sulle due isole formate dalla Livenza che qui si divide e ramifica, fa scoprire la grazia cinque-seicentesca degli edifici religiosi e dei palazzi nobiliari, tra i quali spicca per importanza storico-artistica Palazzo Ragazzoni. Nel cuore della città, Piazza del Popolo con la loggia municipale e la linea di palazzi fondaco porticati testimonia il passato di florido porto commerciale.

 

Ben visibili, inoltre, a testimonianza della solida difesa della città e dei suoi abitanti, sono mura e torrioni difensivi, risalenti al periodo medioevale e quattrocentesco. Storico punto di riferimento religioso e spirituale è Piazza Duomo, l'antica plazuta in cui convergono i tracciati medievali: qui si affaccia Palazzo Ovio Gobbi, sede del Centro di Studi Biblici, che raccoglie circa 15.000 volumi di argomento biblico ed è luogo di convegni ed incontri internazionali.

Zona di particolare bellezza paesaggistica con ambienti fluviali caratterizzati da una flora eccezionale per quantità e numero di specie e da una fauna scomparsa altrove, Sacile offre anche una serie di percorsi naturalistici ed ambientali di notevole interesse.
I due rami del fiume Livenza unitamente al Canale della Pietà ben si prestano per realizzare escursioni in barca per ammirare la bellezza degli edifici che si affacciano ed i verdi scenari appena ci si allontana un poco dal centro storico.

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INDICAZIONI STRADALI

La città è ben inserita nel contesto delle vie di comunicazione: la stazione ferroviaria, da sempre punto di riferimento per il pordenonese ed il veneto orientale, è posizionata sulla linea Venezia-Udine ed è snodo per la linea Sacile-Gemona che collega la pedemontana alla pianura.
Due uscite autostradali sulla A28 Portogruaro-Conegliano, costituiscono per Sacile un diretto collegamento con la A4 verso Udine-Trieste (e da qui le nazioni contermini di Austria e Slovenia) e, in direzione Treviso-Venezia, verso il nord-centro Italia. Le linee pubbliche di autoservizi pordenonesi e del Veneto orientale si incrociano in città offrendo una vasta gamma di servizi per raggiungere le località anche minori da nord a sud e da est a ovest. Ben tre sono poi gli aeroporti nazionali ed internazionali, raggiungibili via autostrada o con i mezzi pubblici, in un raggio di 50/100 km: Treviso (km 56), Venezia Marco Polo (km 68), Trieste Ronchi dei Legionari (km 97).

ECCELLENZE DEL TERRITORIO

Con una popolazione di oltre 20.000 abitanti su un'estensione di 32,62 km² a soli 25 metri sopra il livello del mare, Sacile continua a realizzare l'immagine di tranquilla cittadina a misura d'uomo, mixando al suo aspetto docile una fervida attività produttiva e commerciale.
Tra le diverse eccellenze, merita l'evidenza la produzione di pianoforti a coda per concerti, leader a livello mondiale, che con la Concert Hall crea un perfetto connubio di altissima qualità. Seguendo invece la tradizione rurale e commerciale del territorio, in città si producono oggi vini eccellenti (in un caso la produzione è anche inserita nel contesto di una nobile tenuta), si producono formaggi e salumi di pregio ed ottimi dolci, tra i quali i "Baci di Sacile".
Da segnalare anche una storica azienda di torrefazione, oggi conosciuta a livello internazionale e presente sul territorio da oltre 50 anni "… si tostava il caffè il giovedì mattina, quando c'era mercato, per profumare tutta la città…". Della tradizione artigiana, invece, troviamo oggi diverse aziende di lavorazione del ferro battuto e, in alcuni casi, veri e propri atelier di autentiche opere d'arte.

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Piazza del Popolo

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Palazzo Ragazzoni

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Uno dei suggestivi scorci sul fiume Livenza

 

Storia di Sacile - Gioiello Storico

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La Sacile che oggi è dato vedere risale all'età rinascimentale e moderna, che è anche l'età dell'oro della Repubblica Veneta, alla cui "serenissima" ombra la città-porta del Friuli si sviluppò, a partire dal 1420. Pressoché invisibili, invece, e a malapena immaginabili, sono le vestigia più remote o magari primitive: quelle che fecero della città, posta in luogo strategico, all'incrocio di una strada regia con un fiume navigabile, sia un florido emporio commerciale, sia una munita piazzaforte dello stato patriarcale friulano.
Le sue origini sono infatti antiche, risalenti all'alto Medioevo, quando il guado attraverso il fiume Livenza divenne strategicamente importante dal punto di vista economico. Fonti certe attestano che, dopo la conquista carolingia, il duca del Friuli, Enrico, vi fece edificare nel 796, "pro remedio anime sue" una chiesa in onore di San Nicolò.
Intorno a questa chiesa si sviluppò il centro abitato, che si fortificò dopo le invasioni ungare, divenendo centro nevralgico per il commercio e la riscossione di dazi.

 

LE INFLUENZE DEI CONQUISTATORI

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Maggiore interesse le venne creandosi intorno allorché, nel 1077, passò, per volere dell'imperatore Enrico IV, nelle mani della chiesa aquileiese, la quale ebbe il merito di dare un'ulteriore spinta allo sviluppo della città.
Una serie di diritti e prerogative acquisite attraverso il costante e benevolo intervento dei patriarchi aquileiesi portò, nel 1190, alla concessione del "privilegio di borghesia", ossia delle libertà comunali. La città poté quindi dotarsi, prima in Friuli, di statuti propri.
A partire dal 1164, quando Treviso invase i territori friulani, Sacile conobbe un periodo, lungo circa vent'anni, di continue tensioni, terminate solo nel 1190 quando, il patriarca Goffredo dispose la liberazione della città che poté finalmente costituirsi in Comunità e adoperarsi per la propria difesa e organizzazione.

 

Nel 1411, a seguito dell'espansione della Repubblica di Venezia verso la terraferma, Sacile firmò con il Senato Veneto un patto di reciproca assistenza e difesa. In cambio dell'aiuto dei sacilesi contro l'imperatore Sigismondo (in guerra con i veneziani per il possesso delle coste istriane), Venezia riconosceva alla Comunità i diritti e le prerogative godute sotto il governo dei patriarchi. Il conflitto terminò però a favore di Sigismondo. Venezia tornò alla carica riconquistando Sacile nel 1419, che, da allora, le restò fedele fino all'arrivo di Napoleone e alla conseguente fine della Repubblica nel 1797.
Dopo una breve dominazione austriaca iniziata nel 1798, si insediarono nuovamente i francesi nel 1805. Caduto però l'astro napoleonico nel 1815, tutti i territori italiani rientrarono in possesso dell'Austria e così Sacile.
La nuova struttura amministrativa viennese non differì molto da quella francese, un apparato burocratico meramente esecutivo che però lasciava una qualche libertà nella gestione degli affari locali.

DOPO L'UNITA' D'ITALIA

Dopo l'Unità d'Italia, sostenuta a gran voce dalla classe borghese che sempre più si era sostituita al ceto nobile nel governo della città, numerosi erano i problemi che rimanevano da combattere, ma anche molti i progressi raggiunti sia nel settore agricolo che in quello industriale ed edilizio.
La Grande Guerra trasformò Sacile in una città prettamente militare causandole grande distruzione (Sacile fu bombardata principalmente per la presenza dell'importante linea ferroviaria Venezia-Udine).
Non meno disastrosa fu la seconda guerra mondiale, superata grazie agli aiuti americani che aprirono la strada al grande boom economico degli anni sessanta. A seguito dell'ultimo terremoto, quello del 1976, successivo a quelli del 1873 e 1936, la città si è dotata di armoniche strutture architettoniche che la ripagano delle perdite subite nella sua lunga storia.

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Panorama di Sacile nel 1924

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Interni del Palazzo Ragazzoni

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La Chiesetta della Pietà sul fiume Livenza

 

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