La Sagra dei Osei - Sacile

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Sagra dei Osei - Sacile

Una tradizione secolare

La “Sagra dei Osei”, che si svolge a Sacile la prima domenica dopo Ferragosto, è certamente la più antica del suo genere ed una delle più vecchie sagre italiane ed europee. Tra le prime notizie storiche, un memoriale del patriarca Raimondo Della Torre che risale 2 agosto 1274: in questo i Sacilesi lamentavano che questo mercato, tenuto fuori dalle mura dagli uomini del contado di Caneva, era di danno alla città.

Il 10 Agosto, ogni anno, in piazza nasceva un mercato spontaneo che faceva accorrere nella città del Livenza gli abitanti delle zone limitrofe. Mercato di merci, suini, polleria e volatili è l’unico mercato sopravvissuto fino all’Ottocento ma con alcune modifiche importanti che lo trasformano in mercato esclusivo di uccelli da richiamo, attrezzi e generi per l’uccellanda.

Il 1907 fu l’anno che segna una svolta decisiva, in cui per la prima volta si decise di annunciare con particolari avvisi questo mercato. Nel 1909 si darà vero e proprio inizio all’annuale mercato - esposizione degli uccelli e attrezzatura, con un regolamento specifico, che diventerà motivo di identità e unione per i cittadini che non mancheranno nemmeno durante gli anni della Prima Guerra Mondiale grazie all’azione del segretario comunale Marchesini che convinse l’Amministrazione comunale di allora a potenziare e divulgare il mercato agostano.
In seguito esso si specializzò nel settore ornitologico e nel 1926 il giornale udinese “La patria del Friuli” titola in prima pagina “Sagra dei Osei di Sacile” in dialetto veneto che trova, nonostante le polemiche, grande fortuna tra il popolo per la sua semplicità e immediatezza.
Il prestigioso traguardo dei sette secoli di vita continuativa, superato ormai da diversi anni, è la conferma del fascino e dell’efficacia della “Sagra dei Osei”.

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Si tratta di una tradizione, di una formula, di espressione genuina della nostra gente, sempre moderna, nonostante il tempo. Nata allora come mercato, la sagra non era organizzata: si ripeteva annualmente per il tacito intervento degli allevatori di uccelli da richiamo e degli artigiani locali, abili costruttori di gabbie, lacci di crine, reti e panie. Con gli anni il semplice mercato si è trasformato in una festa canora che non ha mancato di ispirare artisti e scrittori.

Nel 1907 il giornalista Arnaldo Fraccaroli fu il primo inviato del “Corriere della Sera” a descrivere un articolo brillante dettagliato sul mercato di San Lorenzo.

Nel 1908 il pittore Achille Beltrame immortalò la fiera - mercato sacilese disegnando una artistica tavola a colori per la “Domenica del Corriere”. Nel 1923 fu pubblicata e rappresentata la commedia dialettale in tre atti intitolata “La Sagra dei Osei” di Alberto Colantuoni.

Nel 1926 il commediografo e librettista Renato Simoni scrisse per il “Corriere della Sera” un articolo divenuto poi famoso per una frase in esso citata:”la piazza è stipata, i forestieri, attratti dalla celebrità della fiera sono tutti in estasi…”.

Negli anni successivi la Sagra dei Osei fu visitata e descritta da molti altri giornalisti, poeti, scrittori e pittori di alto calibro.

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Oggi la Sagra dei Osei - Mercato Esposizione Nazionale Uccelli con il suo concorso canoro, celebre in tutta Europa con la presenza di migliaia di uccelli, rappresenta la più importante manifestazione avicola europea.

L’incanto dell’attesa di un’alba canora senza confronti è il fascino unico di questa manifestazione che attrae visitatori da tutta la nazione e da oltreconfine. Durante la rassegna vengono premiati gli uccelli identificati come migliori cantori per le singole categorie e viene eletto il “TORDO NAZIONALE”.
Inoltre si può assistere all’esibizione dei Campioni europei di Chioccolo, degli esperti nell’eseguire il verso di richiamo.

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