La storia del Cansiglio

La storia del Cansiglio

Itinerario in auto - Caneva

Archeologico - storico - naturalistico - panoramico

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L'itinerario inizia dal Piancansiglio con il Bus de La Lum, che è una forra in collegamento con l’enorme cisterna che da luogo alle varie fonti del fiume Livenza. Questo è però soprattutto sito archeologico paleo ambientale nel quale l’Università di Ferrara nel 1993 ha condotto una serie di studi che attestano la presenza dell’uomo preistorico a partire da circa 10.000 anni fa, con le prove di un insediamento di cacciatori/raccoglitori che hanno sistematicamente frequentato la piana per sfruttare le risorse alimentari offerte dai boschi cresciuti dopo l’ultima glaciazione quaternaria. Qui sono stati rinvenuti una serie di accampamenti, probabilmente tende con pali in legno e pelli insieme a strumenti per l’attività umana giornaliera (raschietti, lame, bullini per lavorare la pelle, il legno il corno e l’osso).

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Il Pian Cansiglio offre molte altre occasioni di visita che sono di estremo interesse. Era, per esempio, il Bosco da remi della Serenissima Repubblica di Venezia. La prima testimonianza di ciò risale al 923 da parte di Berengario Primo, Re D’Italia con l’appoggio dell’autorità ecclesiastica, attraverso il diploma nel quale il Sovrano donava la foresta al Vescovo Conte di Belluno.
Da qui nasce la storia recente del Bosco del Cansiglio il quale offre oggi, nella sua splendida cornice naturale, molti punti di interesse tra i quali il Museo etnografico articolato su tre sezioni (storica, etnografica ed economica) accumunate dal filo conduttore della storia dello sfruttamento delle risorse boschive da parte dell’uomo
(Info: 0438 581757/57243 oppure 0437 49277).

C'è poi il museo ecologico Zanardo, gestito dal Corpo Forestale dello Stato che conserva al suo interno reperti naturistalici come la flora e la fauna riguardanti l'Altopiano.
Di particolare rilevanza la collezione di invertebrati e rettili. (Info: CFS 0438.585301/57243 oppure 0434.49277).
Altra cosa da visitare è il Villaggio dei Cimbri, antico popolo tirolo-bavarese giunto qui probabilmente nel 18° secolo, successivamente nel 1800 circa vennero costruiti i villaggi in parte esistenti (Le Rotte, Vallorch, I Pich, Canaie, Campon e Pian Ostaria), dove si trasferirono con le famiglie e dove sono ancora visibili i tipici "casoni" di legno poggianti su rialzo in pietra con copertura in scandole d'abete.
Di essi oggi esiste anche un'associazione culturale "Cimbri del Cansiglio", con sede in Pian Osteria (Tel./Fax 0437.472095), che cura la ricerca storica, promozione e divulgazione della lingua e delle tradizioni; portano avanti la tradizione nella festa di San Osvaldo la prima domenica di agosto.

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Nel Giardino Botanico Alpino sono raccolte circa 500 specie di piante presenti nel Cansiglio-Cavallo. In circa un ettaro e mezzo è riunita la vegetazione della foresta, degli arbuseti, dei prati e dei pascoli e delle vallette nivali e altre tipologie di vegetazione. Inoltre vi è anche una piccola collezione dedicata alle specie officinali.
Qui è possibile studiare i molteplici aspetti della flora nelle relazioni ecologiche coltivando e riproducendo contemporaneamente alcune specie altrimenti minacciate da estinzione.
Altra cosa da vedere sono le Carbonaie. Queste ripropongono la produzione a livello didattico di Carbon Dolce (qui documentata fin dal Medioevo e diffusa con Venezia a tal punto da richiederne la regolamentazione) che veniva lavorato nei cosiddetti "Poiàt" e che costituirono vera fonte di lavoro e sostentamento locale. villaggio-cimbro

Finita la visita, potete scendere verso Caneva e andare a vedere il sito palafitticolo del Palù di Livenza (oggi Patrimonio Mondiale dell'UNESCO) dove erano stabilmente insediati probabilmente gli stessi cacciatori che stagionalmente si trasferivano sul Bus de La Lum.
Oppure potete decidere di fermarvi per un break. La visita archeologica diventa più "simpatica" se unita ad un "break culinario" che vi consenta di gustare i prodotti tipici locali. A tal fine vi ricordiamo che, una volta iniziata la discesa dal Pian Cansiglio verso Caneva, potrete fermarvi nei numerosi ristori che vi permettono di scegliere tra atmosfere diverse che vanno dalla rusticità della malga, alla cucina casalinga dell'agriturismo, alla raffinatezza di due ristoranti noti soprattutto per i loro piatti strettamente locali.

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Tenete gli occhi aperti mentre scendete verso Caneva, perchè la discesa regala ad ogni curva panorami mozzafiato.
State scendendo dalla prima montagna che apre alla vasta pianura friulano-veneta e in giornate particolarmente terse potrete vedere, da un lato, tanto il golfo di Trieste, quanto la catena delle montagne del Matajur, dall'altro i Colli Euganei e la Laguna di Venezia.

Una volta giunti in pianura, difficilmente troverete la possibilità di sfuggire alla tentazione anche di un solo piatto di formaggi o di salumi locali e da un bicchiere di buon vino bianco scelto tra il Verdiso o un incrocio Manzoni, oppure un rosso tra Merlot e Cabernet.

Per chi fosse appassionato del periodo storico dei castellieri, è possibile visitare i ruderi di quello posto nelle immediate vicinanze della Chiesetta di San Martino sull’omonimo Colle (che è uno dei 4 colli di Caneva: Col Longone, Col San Martino, Col De Fer, Col De Rust) dove sono stati scoperti parecchi reperti dell’età del bronzo.

Vi consigliamo una visita alle cantine situate in località Col De Fer: chiedendo ai proprietari del luogo, potrete vedere il recupero dell’antica via romanica che portava al Castrum e che attraversa la cucina, rappresentando un’ulteriore attestazione della storia di cui Caneva è pervasa.
Da qui, a piedi, in bicicletta o in macchina, potete raggiungere il Castello per una strada sterrata (ma bellissima, tra ulivi e vigneti). Sorto sulla collina che domina il paese di Caneva e la pianura nei pressi di una precedente torre di avvistamento romana, dal 1034 il castello compare tra i possedimenti della Chiesa di Aquileia per concessione dall’imperatore Corrado II al Patriarca Popone. La collocazione del maniero lo rese ambito da diversi nobili friulani; infatti il castello fu punto cruciale di molti dei combattenti tra le truppe patriarcali e quelle della marca trevigiana, uno dei momenti più difficili fu un assedio, da parte dei trevigiani, che durò più di quindici giorni e che si concluse con devastazioni e morti. Oggi dell’antico maniero rimangono i resti dei muraglioni della cinta di difesa e di alcune torri.
Il sito è curato dal Museo Archeologico di Torre che ha svolto parecchi lavori di scavo riportando alla luce un’antica necropoli, la taverna del Castello, il Primo Municipio del Comune e parecchie altre cose visibili sul posto. A proposito di ciò ricordiamo che per una descrizione storica e geografica più puntuale è possibile visitare il sito con i referenti dell’Associazione Pro Castello che possono farvi gratuitamente da guide (Info Ufficio Comunale: 0434.797460).

Se volete pernottare la zona offre due alberghi, una locanda oltre ad una serie di B&B. Per organizzare la vostra gita non fatevi scrupolo a contattare i nostri servizi di assistenza sul posto che saranno ben felici di mettersi a disposizione, non smentendo così l’ospitalità che contraddistingue la gente di Caneva e la loro storia.

Info: Ufficio Comunale: 0434.797460

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1. Bus de La Lum
2. Museo Etnografico
3. Museo Ecologico Zanardo
4. Villaggio dei Cimbri
5. Giardino Botanico Alpino
6. Le Carbonaie
7. Centro di Caneva

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