Mezzomonte - Polcenigo

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Mezzomonte - Polcenigo

Qui il tempo si è fermato

La prima attestazione documentata di Mezzomonte risale al 963, quando questa località viene nominata come una dei due villaggi d'altura situati nel circondario del castello di Paucenico di cui Ottone I fece dono al vescovo di Belluno.
E' però del tutto plausibile che l'intervento medievale di colonizzazione per masi si sia sovrapposto ad una più antica situazione, cancellandone le tracce. In particolare, recenti studi sulla parlata locale e sulla toponomastica del luogo hanno accreditato l'ipotesi che i primi insediamenti di Mezzomonte possano risalire all'epoca pre-romana, epoca in cui genti di stirpe gallica si sono giovate della particolare protezione offerta dalle alture in cui si colloca Mezzomonte per abitarvi o anche solo per compiervi atti di culto.

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In questa direzione va ad esempio la dicitura "Lamont" con cui nel 1563 l'Architetto napoletano Pirro Ligorio, primo architetto di S. Pietro e successore di Michelangelo, chiama Mezzomonte, che dunque non sarebbe soltanto una località posta a metà del monte, ma "alamont" (da cui Lamont), ossia un villaggio in posizione sopraelevata con finalità difensive, presumibilmente utilizzato dai "Barbari dell'interno", ossia i Celti che abitavano la zona collinare, per difendersi dagli invasori del tempo, ossia i Romani. Più tardi, anche i Veneziani apprezzarono le potenzialità difensive che Mezzomonte, per la sua posizione defilata, poteva offrire.

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Nel 1513, infatti, da una relazione redatta dall'Architetto Michele da Sanmichieli ed indirizzata al Doge Pietro Lando, contenente indicazioni circa possibili apprestamenti difensivi da mettere in opera contro le ricorrenti incursioni dei Turchi, si può leggere che la montagna sovrastante Polcenigo era impraticabile, inagibile per delle truppe equipaggiate con cavalli e carriaggi, come quelle al servizio dell'impero ottomano.

In seguito, Mezzomonte continuò a svilupparsi come località montana dedita alla pastorizia ed allo sfruttamento delle risorse boschive, fino a conoscere, in tempi recenti, una massiccia emigrazione. Attualmente gli abitanti si questa località non superano le 40 unità, che si moltiplicano nei mesi estivi a causa del massiccio afflusso turistico costituito soprattutto da ex emigranti di origine francese.

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