Chiesa di San Giorgio - Porcia

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Chiesa di San Giorgio - Porcia

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Custode delle maggiori opere d'arte di Porcia

Imboccando la strada che porta anche alla corte interna del castello, si arriva alla chiesa arcipretale di SAN GIORGIO, nominata per la prima volta in un documento del 1262. Probabilmente riedificata nel 1560, fu ingrandita nel 1846 su progetto di Silvio Pitter.
La chiesa conserva la maggior parte delle opere d'arte di Porcia tra le quali vanno almeno ricordate: il coro ligneo seicentesco, splendido lavoro intarsiato e scolpito; la Pala di Santa Lucia del XVI secolo, opera di Francesco da Milano; le opere di Isaak Fischer raffiguranti San Giorgio che uccide il drago, la Conversione di San Paolo e l'Annunciazione. Ancora di elevata qualità artistica è la Pala di San Giorgio, che si deve a Jacopo Negretti, più conosciuto come "Palma il giovane".

Nella chiesa sono conservate pure alcune testimonianze lapidee, tra cui, all'esterno, una a Bartolomeo Uranio, insigne umanista vissuto fra il Quattrocento e i primi anni del Cinquecento, e, all'interno, una che ricorda la battaglia di Lepanto (1571), cui partecipò il conte Silvio di Porcia.
Accanto alla chiesa IL CAMPANILE, alto 44 metri, ha un basamento realizzato in pietra che risale al 1488; è da notare che per salire in cima non ci sono scale ma rampe, secondo una tipologia attestata dal Campanile di San Marco a Venezia.
Al piano rialzato si trovava una botola, attraverso la quale si accedeva ad un locale sottostante: si narra che la profondità della terra nascondesse un passaggio segreto.
Il campanile così come oggi lo vediamo è stato probabilmente realizzato nel 16° secolo. L'opera, in realtà, non fu mai completata e ciò fece nascere la leggenda che lo voleva incompiuto per ordine della Repubblica di Venezia, gelosa che potesse diventare più bello di quello di San Marco.

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