Parco di San Floriano - Polcenigo

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Parco di San Floriano - Polcenigo

Oasi naturalistica

Il Parco ha una superficie di circa 65 ettari; è stato istituito nel 1975 in seguito alla trasformazione dei poderi Colle di San Floriano, Col de Mori e Masaret.
Il Parco è per buona parte di proprietà della "Fondazione Ing. Luigi Bazzi e madre Ida", per la restante parte della Provincia di Pordenone.
Nel 1976 la Fondazione decise di affidare la gestione del parco alla Provincia di Pordenone, con l'obiettivo di recuperare e valorizzare l'area. Alla base di tale progetto c'era l'intento di creare un'azienda-parco che coniugasse la produttività con la salvaguardia dell'ambiente.

All'inizio venne avviato il recupero ambientale attraverso opere di bonifica silvo-colturale necessarie a ripulire boschi e terreni dall'intrico fitto di infestanti, successivamente furono introdotte le specie di piante più significative e realizzati sentieri ed aree di ristoro per i visitatori.
Il Parco è stato inaugurato l'8 novembre 1980. Da allora, oltre alla tutela ambientale è seguita la fase di recupero agricolo con l'introduzione di bovini, suini, ovini, equini, animali da cortile, l'apicoltura, le piante officinali e i piccoli frutti.

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Il costante lavoro svolto ha avuto due importanti riconoscimenti: nel 1991 in occasione del IV Congresso Nazionale dei Parchi Minori, il Parco è stato definito "rurale" e ancora oggi è l'unico esempio di parco naturale e rurale esistente in Italia; nel 1998 è entrato a far parte di Europarc Federation, organizzazione internazionale che tutela e valorizza i parchi d'Europa.

Oltre a tutto questo, il Parco dispone di due foresterie e una sala didattica che vengono concesse a Scuole, Enti pubblici, Associazioni per svolgere attività naturalistiche, agroecologiche e culturali. Attualmente il Parco è gestito dalla "Fondazione Ing. Luigi Bazzi e madre Ida".

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Struttura e caratteristiche

All'interno del Parco vengono praticate attività di coltivazione e allevamento a scopo didattico e dimostrativo, rivolte a studenti, tecnici e agricoltori. L'obiettivo principale di questo lavoro è il recupero e la valorizzazione di varietà frutticole ed orticole locali e l'allevamento di razze animali minori o a rischio d'estinzione.

Le coltivazioni frutticole

Nel biennio 1991-92 sono stati creati tre campi catalogo che raccolgono un patrimonio frutticolo formato da 122 varietà di melo, 37 di pero e 14 di susino. Si tratta di una "banca genetica" importante che permette di salvare un patrimonio frutticolo di grande valore ed è inoltre una fonte preziosa utilizzabile per migliorare le coltivazioni e rilanciare la frutticoltura delle zone montane e pedemontane.

Tra i vari tipi di mela coltivati ricordiamo la Zeuka, la Ruggine di Castelnovo, la Gialla di Priuso e lo Striato Dolce, tra le pere il Pero Napoleone, il Pero di Vienna e il Pers Campanei.
Inoltre vengono coltivate diverse varietà di piccoli frutti come lamponi, more, ribes, mirtilli con i quali vengono realizzate delle ottime marmellate.

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Le piante aromatiche ed officinali

L'orto delle piante officinali è stato creato per diversi motivi tra i quali: l'esigenza di proteggere i siti naturali di accrescimento che si impoveriscono a causa della raccolta spontanea, la volontà di dare nuove opportunità colturali alle realtà produttive che agiscono in ambienti difficili e colpiti da fenomeni di abbandono; la presenza di un mercato di nicchia legato a tali coltivazioni.

Inoltre, si è voluto raggruppare in uno spazio "ristretto" e rendere visibile al pubblico una serie di specie erbacee che si potrebbero vedere solo in diversi ambienti come le strade, le scarpate dei fossi e in prossimità degli stagni. Tre le piante officinali presenti al Parco ricordiamo: l'erba cipollina, l'artemisia, alcune varietà di menta e timo, la melissa, l'origano, la ruta e la polmonaria.

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L'allevamento

Allo scopo di conservare la variabilità genetica del patrimonio zootecnico regionale che rischiava di ridursi notevolmente a causa dell'abbandono della zootecnia tradizionale e della sostituzione di razze autoctone ad attitudini diverse con razze più specializzate, è stato introdotto al Parco l'allevamento di animali di razze minori o a rischio di estinzione, nel rispetto delle loro esigenze biologiche e comportamentali.

Tra le varie razze troviamo: bovini Pezzata Rossa Friulana, equini Bardigiano, ovini Alpagota, Carsolina, Finnica, suini Cinta Senese e Mora Romagnola, polli Robusta Lionata, Robusta Maculata, Rodhe Island e Siciliana, tacchini Comune Bronzato ed Ermellinato di Rovigo e oche Oca Romagnola.

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L'apicoltura

L'allevamento delle api occupa una posizione significativa, oltre che per la produzione del miele, anche per l'importante ruolo che esse svolgono nell'impollinazione di molte specie vegetali spontanee e coltivate.

Descrizione dell'ambiente e della flora e fauna spontanee

Il patrimonio boschivo è costituito da diversi alberi come la Farnia, il Carpino Bianco e Nero, il Ciliegio, l' Orniello e l' Acero. E' gestito nel rispetto delle piante autoctone, senza trascurare l'opportunità economica di sfruttare il legno per scopi energetici, attraverso l'uso di biomassa per alimentare gli impianti di riscaldamento.

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I prati permanenti vengono usati durante la stagione vegetativa per il pascolo e la fienagione; l'erba è tagliata in primavera e durante il resto della stagione vegetativa, la cotica erbosa viene usata dagli animali allevati nel parco. Il pascolo è turnato con frequenti spostamenti del bestiame: viene data la precedenza agli animali più esigenti come le vacche, poi le pecore ed i cavalli.

La notevole disponibilità di acqua di risorgiva del fiume Livenza, ha consentito l'introduzione della marcita, tecnica di gestione dei prati stabili, tipica del Nord d'Italia, diffusa dai monaci cistercensi, ormai quasi scomparsa, di cui il parco di S. Floriano è una delle pochissime "testimonianze".
L'acqua del Livenza proveniente dall'apertura di chiuse che alimentano i canali all'interno degli appezzamenti del Parco, mantiene la temperatura del terreno attorno agli 8-10° e permette la crescita dell'erba e la fornitura di foraggio anche nei periodi più freddi.

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Per informazioni sul Parco di San Floriano:

Tel. 0434 749678
Cell. 339 8557661
Fax 0434 747891
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