Palazzo Ovio Gobbi - Sacile

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Palazzo Ovio Gobbi - Sacile

Tipica abitazione fondaco

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Il Palazzo, situato in Piazza Duomo, è ora sede parrocchiale, dopo essere stato in passato abitazione delle famiglie nobili Ovio e Linardelli e, successivamente della famiglia borghese Gobbi. Fatto costruire nei primi decenni del Seicento dagli Ovio su un precedente fabbricato gotico appartenuto alla famiglia nobile romana Puccio, ostenta una facciata con portale di gusto manieristico con una trifora coronata da una cimasa in pietra d'Istria.
E' una tipica abitazione-fondaco, coeva a quelle della piazza maggiore. Come la gran parte dei palazzi signorili della città, anche questo è stato ampiamente ristrutturato nel corso del XVIII secolo: i lavori del 1734 hanno modificato le finestre della facciata, creato il piano solaio, soppresso la scala che dal retrostante giardino immetteva al salone superiore.

Le innovazioni maggiori hanno però interessato l'interno, ancor oggi visibili in tutta la loro lucente magnificenza artistica; innovazioni portate a termine nel 1766 quando il fabbricato era divenuto proprietà dei Linardelli.
Il restauro operato dopo il terremoto del 1976 ha ridato splendore alle decorazioni, parte ad affresco e parte a stucco, del salone centrale e delle due stanze attigue. Nel salone - ora adattato a sala per conferenze culturali - si può notare il ritratto a parete di una nobildonna e, sul soffitto, una grandiosa allegoria rappresentante l'apoteosi di casa Ovio-Linardelli: due affreschi che ricordano i moduli di chiara matrice tiepolesca.
Di particolare bellezza gli stucchi, in parte attribuibili ad Antonio Solari (XVIII sec.), che incorniciano le porte laterali nonché la ghirlanda di verzure che abbraccia tutto il soffitto.
Di qualche interesse invece le cinque tele a sfondo biblico delle sale attigue, attribuibili a Fabio Canal, artista della cerchia del Tintoretto, che troviamo molto attivo in città nella seconda metà del 1700. Dal salone si accede alla sala del Centro Studi Biblici, in attività dal 1977, uno dei maggiori del nord Italia, mentre dal giardino si accede alla palazzina a due piani che ospita l'archivio storico parrocchiale.

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